Loop Fest Brescia

 

Private Party 20.05.2014

 

 

Il 22 maggio a Brescia, quartiere Carmine, uno dei quartieri più conosciuti dagli amanti della movida, si terrà il Loop Fest.

Quattro i luoghi che in contemporanea ospiteranno i musicisti-performers dalle 19.00 alle 22.00: Carmen Town, Casa del Popolo, l'Ozio e la Galleria dell'Ombra.

E' così che Brescia si pone come città deputata ad ospitare uno degli International Live Looping Festival, esperienze non facilmente descrivibili con il solo ausilio delle parole.

Questa operazione ha visto finora scenari importanti sia negli U.S.A. (Portland, Seattle, Los Angeles, San Francisco, San Jose, Santa Cruz and San Antonio) che in Europa (Svizzera, Francia, Regno Unito, Estonia e Croazia), arrivando a progettare date anche su Singapore, Giappone, Tailandia e Filippine.

Uno dei punti centrali di un Loop Fest è certamente l'idea del non-controllo, la negazione di qualsivoglia centro di comando, istruzioni o partiture da (e)seguire: la libertà di movimento è l'unico diktat non imposto ma in qualche modo tacitamente imperante.

Gli inevitabili riverberi del proprio essere saranno infine gli unici suoni che sarà possibile riprodurre: questo il sottointeso filosofico dell'act.

E se tutto questo può sembrarvi pretenzioso e vagamente freak, è solo perchè non avete ancora ascoltato una performance di questi artisti; le sensazioni che abbiamo vissuto al Loop Fest Private Party ci convincono di questo.

 

Questa deliziosa anteprima si è svolta nel giardino della casa/studio Ritmo & Blu di Stefano Castagna (ecco il primo nome degli incredibili musicisti coinvolti, lui sul versante 'electronics'..), immerso nello stupendo paesaggio morenico dell'entroterra del Lago di Garda, all'incrocio delle provincie di Brescia, Verona e Mantova. Al nostro arrivo la performance è da poco cominciata ma già i partecipanti sembrano completamente rapiti da 'coloro che suonano sotto il gelso', distesi sui plaid e con gli occhi rivolti al cielo stellato. La serata è una vera promessa d'estate.

Non resta allora che sedersi con del buon vino, un freschissimo Lugana che proviene dalle cantine del Podere Selva Capuzza gentilmente offerto da un altro dei musicisti, Luca Formentini (che insieme al già citato Stefano Castagna forma i Flos), che durante la serata 'tratterà' la sua chitarra elettrica perfino con un archetto, in grado di creare suggestioni 'ethno'.

 

 

 

 

Gli altri compagni di avventura sono la statunitense Laurie Amat (impro voice ed electronics, già collaboratrice con gli storici Residents), l'ex punk francese convertito all'elettroacustica Emmanuel Reveneau dai lunghi dreadlock rossi che ritroveremo sotto il monicker Lucid Brain Integrative Project, Nelly Meunier, anch'essa francese, musicista ed archeologa dal suggestivo monicker Prehisto'zik che utilizza una strumentazione basata sulle sue conoscenze etnologiche e composta per lo più da strumenti in legno, argilla, e pietra, oltre al suo personalissimo clarinetto. Ed ancora il tedesco Leander Reininghaus (Lealoop) in grado di improvvisare anche con l'ukulele e lo sperimentatore americano John Connell, in passato anche dj noise-psych ed electro-goth.

Alla fine dell'esecuzione il cui tempo non è stato determinato da uno di quei sofisticati oggetti chiamati orologio, completamente dimenticato da chi scrive grazie alla capacità di questi suoni di piegare il tempo, regna una sorta di pace interiore sicuramente modulata dai suoni uditi.

 

L'improvvisazione totale cui abbiamo assistito è stata frutto di un eccezionale interplay - per usare una termine caro ai jazzofili - ma allo stesso tempo si era molto lontani da certi peccati tipici della impro-music più legata a contesti tradizionali: nessun virtuosismo cervellotico di certo jazz o smanie da primadonna frutto di ego spropositati di ambito più rock per capirsi. Nessuna velleità rivoluzionaria alla Rock In Opposition (sebbene certi vocal loop avrebbero fatto gola anche a Robert Wyatt) o cupi estremismi ambient-isolazionisti (in certi passaggi ci si poteva avvicinare a tale genere, restituendone però una versione più naturale, meno artificiosa e soprattutto 'non isolazionista' nelle intenzioni, ma anzi, all'opposto, di comunione).

 

Eventi così contribuiscono alla ridefinizione dei concetti di performance/esecuzione per i musicisti ma anche di ascolto/fruizione del pubblico, che insieme agli strumenti ed alla terra che ci accoglie vibra armonioso all'unisono.

 

Tra i presenti, oltre all'affabile padrona di casa Evelina Somenzi, complice con Anto Di Bella ed altri nomi citati di Segesto Invenzioni di cui presto ne sentiremo delle belle, abbiamo individuato Andrea Ponzoni (tastierista dei Cinemavolta nonchè insegnante a 360 gradi e musicista dalle più svariate collaborazioni) alle riprese video e foto, Stefano Fornasari bassista dei Cinemavolta e graphic art-director per Loop Fest Brescia, la cantautrice Angela Kinczly, il direttore della Scuola di Musica del Garda Alberto Cavoli ed il maestro Gianni Pirollo.

Per Doc Servizi ha presenziato il presidente Demetrio Chiappa, l'instancabile consigliere Gigi Tagliapietra, la referente per il circuito Doc Academy Network Chiara Turri e le socie pro-attive Marina Bompieri e Laura Decembrino.

 

Ricordiamo infine che il Loop Fest non prevede biglietti da acquistare, la musica sarà regalata (nella migliore interpretazione delle parole di Captain Beefheart "..dove è stata presa non bisogna pagare per averla").

 

Sotto i migliori auspici, dunque.

 

Per Info: https://www.facebook.com/loopfestbrescia

 

A. Giulio Magliulo