presenta

Terezěn
Artisti tra le ceneri

 

Roma - Teatro Vittoria - 26/27 gennaio 2015

 

Drammaturgia di Matteo Ciocci, Alessio Moneta, Valentina Rizzi, Alessandra Verdura

Liberamente tratta dal testo originale degli Allievi del Corso Drammaturgo teatrale di Lazio InScena:
Valentina Avvisati, Lorenzo Canarutto, Matteo Ciocci, Francesca Cipriani, Marta Monacelli, Alessio Monet,
a Samantha Rinaldi, Valentina Rizzi, Laura Scuderi, Andrea Silvestri, Alessandra Verdura

Regia di Francesco Brandi con:

Daniele Ponzo: Rafael Schächter
Livia Lucina Ferretti: Alice Herz-Sommer
Federico Balzarini: Viktor Ullmann
Alessio Moneta: Peter Kien
Tiziano Ferracci: Kurt Gerron
Giulia Elettra Illuminato: Friedl Dicker-Brandeis
Francesca Marchionne:Vera Sommerova
Renato Vizziello: Valtr Eisinger
Sebastian Gimelli Morosini: Comandante
Emanuele Baldoni: SS
Jessica Loaiza: Soprano (Marion)
Andrea Trueba: Mezzosoprano (Hilde)
Giorgio D?Andreis: Tenore (David)
Claudiano Colletti: Basso (Karel)
Lorenzo Carulli: Pianista (Gideon)

Aiuto Regia di Paolo Amati, Elisabetta Bruni e Alessandra Tacconi
Scenografie di Diletta Maria Buschi, Simona Sabatelli e Pietro Zampetti
Con il Patrocinio del Conservatorio di Musica "Santa Cecilia"

Sarŕ in scena al Teatro Vittoria il 26 e il 27 gennaio lo spettacolo Terezín, Artisti tra le ceneri, di Matteo Ciocci, Alessio Moneta, Valentina Rizzi e Alessandra Verdura e con la regia di Francesco Brandi. Sul palco: attori Daniele Ponzo, Livia Lucina Ferretti, Federico Balzarini, Alessio Moneta,
Tiziano Ferracci, Giulia Elettra Illuminato, Francesca Marchionne, Renato Vizziello, Sebastian Gimelli Morosini e Emanuele Baldoni; soprano Jessica Loaiza; mezzosoprano Andrea Trueba; tenore Giorgio D?Andreis; basso Claudiano Colletti; pianista Lorenzo Carulli.
Terezín, Artisti tra le ceneri č una drammaturgia scritta da quattro ex allievi del corso formazione per Drammaturgo teatrale di Lazio InScena, Matteo Ciocci, Alessio Moneta, Valentina Rizzi, Alessandra Verdura, e liberamente tratta dal testo originale scritto nel gennaio 2014 dagli 11 allievi dello stesso corso con la supervisione della docente Marzia G. Lea Pacella. Il testo č frutto di un lavoro di documentazione e ricerca durato un anno e prende avvio da un?idea drammaturgica sviluppata da Guido Barbieri e Annalisa Pavoni, musicologi e musicisti.
La storia, realmente accaduta, narra le vicende di alcuni artisti ebrei deportati nel campo di concentramento di Terezín, alle porte di Praga. Inizialmente concepito come un ghetto per anziani e decorati della prima guerra mondiale, Terezín divenne ben presto un campo di concentramento per i Prominenten, le grandi menti ebree. Scienziati, artisti e letterati, uomini e donne noti alla platea internazionale e per questo piů difficilmente deportabili direttamente nei campi di sterminio.
A Terezín per alcuni periodi fu tollerata e addirittura incoraggiata l?attivitŕ artistica dei deportati. Concerti e spettacoli vennero ripresi nel film di propaganda Der Führer Schenkt den Juden eine Stadt (Hitler dona una cittŕ agli ebrei) per rassicurare il mondo intero sulle condizioni degli ebrei nei campi di concentramento. Il testo, corale e di grande impatto emotivo, racconta come a Terezín, attraverso l?arte, sia stato possibile resistere alla brutalitŕ delle condizioni di vita. Protagonisti del testo sono il coraggio e la forza di queste persone, capaci di affrontare l?annichilimento fisico e mentale della prigionia. A Terezín infatti le condizioni non erano migliori di quelle di altri campi, pur essendo un ?campo di passaggio?. Epidemie, durissimi lavori forzati, pene corporali, fame, scarsa igiene, erano i veri nemici da sconfiggere quotidianamente. I convogli diretti ad Auschwitz, che partivano di continuo, facevano di Terezín l?anticamera della morte.
I protagonisti della drammaturgia sono Rafael Schächter, famoso direttore d?orchestra, Valtr, un suo corista con la fidanzata Vera, il grande critico e musicista Viktor Ullmann, compositore dell?opera lirica L?imperatore di Atlantide e il suo librettista, il talentuoso Peter Kien (poeta e ritrattista), la famosa pianista Alice Herz-Sommer e l?innovativa disegnatrice Friedl Dicker Brandeis, l?attore e regista Kurt Gerron, il comandante delle SS e un suo sottoposto. I musicisti di cui si narrano le vicende, tra i maggiori in Europa nella prima metŕ del Novecento, furono deportati da Terezín ad Auschwitz tutti assieme, tranne Alice, in un?unica notte. Era l?autunno del 1944 e il mondo perdeva in un soffio migliaia di artisti. Musica dal vivo, arte e sopravvivenza sono le centralitŕ di questa drammaturgia.
Tanto č stato detto e scritto sui crimini del Nazismo ma questa č una vicenda diversa e spesso lasciata nell?oblio. Quella di Terezín č un arcipelago di storie, di vite umane che, nel grande dramma della deportazione, non hanno ceduto alle pieghe del male, ma hanno trovato nell?arte motivo di conforto. Per molti di loro, paradossalmente, la prigionia č stata una musa, dolorosissima ma sublime.
Questa storia, ignota a molti, č un importante spunto di riflessione sul ruolo della creativitŕ nella reclusione. L?Arte restituisce l?umanitŕ e si dimostra un?arma infallibile contro qualsiasi sopruso: č testimonianza di vita e non di morte.