Sogno Di Una Notte Di Mezza Estate

W.Shakespeare

 

1 - 2 - 3 - 4 LUGLIO 
Teatro Camploy - Estate Teatrale Veronese

 

Regia di Mario Gonzalez

con Alberto Bronzato
Isabella Macchi
Riccardo Pippa
Matteo Spiazzi
Margherita Varricchio


 

 

 


Il Sogno di Shakespeare è una delle commedie più rappresentate, o forse sarebbe meglio dire una delle più riscritte, perché si può credere o no a fate e spiritelli del bosco, ma di certo non occorre credere ai miti: il mito è esperienza universale di un aspetto della vita che ognuno vive in modo unico, personale. E i miti che il Sogno intreccia parlano, tra l'altro, d'innamorati e innamoramento.
Il Sogno è ridicola angoscia, incarnazione del sentimento di mistero di fronte all'inafferrabilità e alla superiorità delle passioni; ci facciamo beffe degli innamorati, incapaci a nostra volta, nell'innamoramento, di vedere ciò che gli altri vedono chiaramente, di distinguere amore, possesso, gelosia e orgoglio, almeno fino al risveglio, a battaglia finita, una battaglia dove abbiamo dato tutto e nella quale non ci riconosciamo più. E se non si può scampare ai sogni, almeno possiamo e dobbiamo tener vivo uno sguardo sognante sulla realtà, lo sguardo stupito di chi sa gioire delle cose sbagliate, se fatte con sincerità e zelo, come Teseo di fronte ai comici. Il Sogno non è solo fuga, ma essenza stessa del quotidiano: il Sogno è rischio, fantasia, stupore e meraviglia.

La compagnia

 

 

"Il clown è un personaggio spesso sfasato, fuori strada. Il clown, per me, non vuole far ridere, e non sempre ama le risate che provoca a sua insaputa. È' un perfezionista e prende le cose sul serio. E' bello, e lui lo sa. E' intelligente, professionale, responsabile, è orgoglioso, prende a cuore le cose e le prende alla lettera.
Prima io faccio lavorare gli attori, senza pensare ai clown. Quando gli attori hanno appreso il testo, lavoriamo profondamente le situazioni e le emozioni. Poi si lavora alla scoperta del personaggio del clown. E quando gli attori hanno pronto lo spettacolo, li rimpiazziamo con i clown.?
Prima io faccio lavorare gli attori, senza pensare ai clown. Quando gli attori hanno appreso il testo, lavoriamo profondamente le situazioni e le emozioni. Poi si lavora alla scoperta del personaggio del clown. E quando gli attori hanno pronto lo spettacolo, li rimpiazziamo con i clown.?

Mario Gonzalez

 

Info sul sito (www.cantieriinvisibili.wix.com/sogno)