Tristano e Isotta

La storia dei due amanti, famosissima in tutto il Medioevo e oltre, raccontata e cantata da tre musicisti
specializzati nelle musiche antiche: Paolo Borgonovo, Elisabetta De Mircovich, Matteo Zenatti.

Seguendo l'esempio dei "cantimbanchi" medievali, i tre musicisti-cantori-attori intessono uno spettacolo sorretto dal ritmo serrato di una narrazione che crea il contesto più naturale per alcune delle più preziose gemme musicali del tardo Medioevo: una struttura che assicura la piacevolezza dell'ascolto senza compromettere il rigore della prassi esecutiva.
La durata complessiva è di poco più di un'ora senza interruzione.

Nello spettacolo suonano e cantano Elisabetta de' Mircovich (viella, ribeca, canto), Paolo Borgonovo (canto e traversa medievale) e Matteo Zenatti (canto e arpa diatonica).
Il gruppo è stato recentemente accolto con grande entusiasmo dal pubblico di Bellinzona (Rassegna "Cantar di Pietre") e di Anghiari.

 

 

Trovatori in Italia

Una scelta di canzoni due/trecentesche composte da trovatori, precursori dei cantautori moderni,
eseguita da Matteo Zenatti con la sua arpa romanica.

Il codice R71 sup. (Biblioteca Ambrosiana, Milano) è una delle fonti più importanti per le opere dei trovatori. Ma è anche un documento che testimonia lo straordinario successo che ebbe nel medioevo la musica provenzale in Italia: il codice fu scritto tra il XIII e il XIV secolo, e contiene opere di grandi trovatori in voga nel XIII secolo.
È stato probabilmente scritto da una mano veneziana, a giudicare dalle influenze dialettali che ricorsivamente emergono nelle pagine del codice.
Da qui l'idea di Matteo Zenatti, che ha cercato di rappresentare il modo in cui un cantante in Veneto avrebbe cantato queste opere, magari ascoltandole da un trovatore di passaggio. Questo raccogliendo i suggerimenti proposti dal tipo di linguaggio nel codice, provenzale, sì, ma con inflessioni e modi chiaramente veneziani.

Zenatti Tenta così di ricreare un sound che combina insieme il vocabolario occitano, con i colori, inflessioni e anche gli errori di un cantante che cercasse di cantare questa musica, dopo aver ascoltato un vero trovatore suonare le sue melodie.
Zenatti indaga profondamente la pronuncia occitana del periodo, in relazione con la lingua (un veneziano / Italiano) parlata nella zona tra Venezia e Treviso nei secoli XIII e XIV. Il risultato è stato una sorta di "francoveneto" che presenta indubbamente un colore provenzale, ma forse è più vicina al catalano che al moderno occitano. Matteo Zenatti applica questa sua teoria alla musica del codice R71, accompagnandosi con l'arpa romanica.

 

 

Matteo Zenatti Duo (arpa e flauto)

 

 

Con il flautista Emanuele Zanfretta, Matteo Zenatti si esibisce come musicista di musica antica. I brani eseguiti sono arrangiamenti delle testimonianze medievali che ci sono arrivate o rielaborazioni di nuovi brani scritti da Emanuele. L'esecuzione di tali brani può rappresentare un momento molto suggestivo durante un matrimonio.  

 

Scheda Artista Matteo Zenatti