Trio In Opera

 

 

Riccardo Arrighini è "il pianista italiano che ha fuso classica e lirica con il jazz", appellativo che si è guadagnato per aver riarrangiato in chiave jazz, e già su CD, autori quali PUCCINI, VIVALDI, MOZART, MORRICONE, ROSSINI, VERDI E CHOPIN e per aver suonato in piano solo in molti paesi del mondo col suddetto repertorio, con unanime consenso di pubblico e critica.

Dicono di lui che è un pianista che sa alternare momenti di grande tecnica cristallina ad altri di raffinata ricerca melodica, il tutto vissuto sempre con estrema intensità ed amore per il suo strumento, e che è riuscito come pochi nella difficile impresa di fondere due linguaggi e culture molto diverse tra loro ma soprattutto due anime, quella passionale ed europea della lirica e quella più sanguigna e "di pancia" del jazz.

Dopo aver a lungo compiuto questo percorso in piano solo adesso decide di proseguirlo con una delle formazioni più importanti e storiche del jazz combo: il TRIO.
Per farlo si avvale della collaborazione di due straordinari musicisti: Giovanni Sanguineti al contrabbasso e Rodolfo Cervetto alla batteria, entrambi genovesi, da sempre città di tradizione musicale e molto prolifica in fatto di talenti jazzistici.

Giovanni è contrabbassista di impostazione e suono di tipo tradizionale ma che sa spaziare attraverso tutte le correnti degli anni '80 fino ad oggi. Suono possente ed un "4" molto forte oltre ad un solismo assai particolare e melodico, dà il meglio di sé anche nel comping di tipo contrappuntistico e moderno.

Rodolfo è batterista di grande sensibilità e anch'egli con grande conoscenza della tradizione come della modernità e riesce ad alternare con gusto un arco di dinamiche molto ampio. Drumming incalzante e pastoso oltre ad un solismo molto fantasioso e che "spinge" molto il suono del trio.

Ne risulta un suono generale veramente particolare, ricco, che evince un'ampia conoscenza dei tre del fraseggio jazzistico, un "brulicare" di ritmo e pulsazione jazzistica che va ad unirsi al pianismo lirico e passionale di Arrighini e che sa produrre un insieme che, oltre ad esaltare le anime dei due universi musicali, esprime un profondo e raro interplay, caratteristica fondamentale per una formazione che nel jazz ha prodotto moltissimi ed importanti esponenti.

I tre musicisti si divertono quando suonano riuscendo a fondere il loro sound e catturando l'ascoltatore che può apprezzare un concerto di grande piacevolezza e solarità, il cui trait d'union sono alcune tra le più belle melodie di sempre della musica classica e lirica.

 

 

Old Folks Trio

 

 

Philippe Petrucciani inizia lo studio della chitarra con il padre (Tony Petrucciani, noto chitarrista jazz). Successivamente comincia a suonare Jazz con i suoi due fratelli Louis (contrabbasso) e Michel (pianoforte), sotto la guida del padre e l'ascolto di musicisti come Wes Montgomery, Bill Evans, Tal Farlow, Barney Kessel. Nel corso di un primo viaggio negli Stati Uniti per la sua formazione, ha la possibilità di fare un duo a Philadelphia con suo fratello Michel, esperienza che si ripete pochi anni più tardi presso l'Olympia, a Parigi. Poco dopo forma il suo primo gruppo per interpretare le sue composizioni e collabora con musicisti come Marc Mazzillo, Bernard Santacruz, Johann Sebastian Simonov, Daniel Solia, Frédéric Monino, Francois Quillet, Dominique Di Piazza, Victor Jones, Andre Franco, Bachevalier Michel, Alain Couffignal, Jean Pierre Barreda, Francesco Castellani, Nathalie Blanc. Suona in Israele e in Italia con i suoi due fratelli Louis e Michel e in seguito collabora con André Villegier, Michel Zenino, Tommy Halferty, Jean Pierre Llabador, Michel Barrot, Philippe festoù, Andy McKee, Manhua Roche, Aldo Mela, Mario Stantchev, Girolamo Riguardo, Yannick House, Marc Verne, Bernard Margarit, Roger Nikittof, Martine Kamoun, Philippe Roche, José Caparos, Jef Gjlson, Benoit Paillard, Gerard Guerin, Philippe Levan, Eddy Gaulein-Stef, Frederic Mennillo. Insegna chitarra e improvvisazione a IMFP (Istituto di Formazione Musicale di Salonde-Provence) dal 1991.

Alessandro Collina, diplomato di pianoforte classico presso il conservatorio di La Spezia, frequenta diversi stages sull'improvvisazione jazz a Nizza in Francia. Suona in diverse formazioni,tra le quali la "Conte Big Band" diretta da Giampaolo Casati e dal 2003 fa parte del quartetto di Luca Begonia,formazione italo-francese. Collabora poi con diversi artisti quali: Gianni Basso, Emanuele Cisi, Claudio Capurro, David Amar. Nel 2006, 2007 e 2008 fa parte del quartetto che accompagna Paul Jeffrey in Europa. Alessandro Collina ha suonato con il suo trio in diverse sale prestigiose europee.

Giovanni Sanguineti, ha studiato con Aldo Zunino e si è specializzato con Buster Willams, Keter Betts e Wayne Dockery. Negli ?90 e 2000 ha suonato con Ed Thigpen Grant Stewart, David Hazeltine, Patti Wicks,Garrison Fewell, Bobby Durham, Scott Hamilton, Dena DeRose, Jim Rotondi, Jason Marsalis, Dado Moroni, Sandro Gibellini, Renato Sellani, Gianni Basso. Ha inciso 4 dischi con la pianista e cantante Patti Wicks; ha pubblicato il suo primo disco solista ?Hard to Find - con Ed Thipen e David Hazeltine, il secondo dal titolo ?Mindfulness? con il sassofonista Grant Stewart.

 

 

Discografia

GIOVANNI SANGUINETI & JAZZMATES

 

Dal 2008 ad oggi, ha prodotto 4 dischi come leader; questi lavori sono stati realizzati con la partecipazione di prestigiosi musicisti quali Ed Thigpen, David Hazeltine e Grant Stewart, insieme ad ottimi musicisti italiani. Non potendo sempre garantire la presenza degli ospiti stranieri ha formato un trio/quartetto col quale promuovere il repertorio contenuto in questi lavori, sia come monografie dedicate a Leroy Vinnegar e Benny Golson, che per un repertorio più vario contenuto in ?Mindfulness? e nei prossimi progetti in programma.
I musicisti che lo accompagneranno per la promozione di questi lavori sono: Stefano Guazzo al saxofono; Leo Ravera al piano; Lorenzo Capello alla batteria.

?HARD TO FIND? è un tributo al contrabbassista Leroy Vinnegar nel decennale della sua morte. Il disco contiene sue composizioni e brani tratti dalla sua discografia come leader. Questo disco è stato molto apprezzato dal pubblico giapponese che ha accolto anche i successivi lavori con grande entusiasmo e favore di critica.  
?MINDFULNESS? è invece il primo disco che contiene anche suoi brani originali, insieme ad una selezione di standards non molto conosciuti per i quali sono stati studiati nuovi arrangiamenti. Qui l?interpretazione di Grant Stewart al sax tenore crea l?atmosfera ideale per godere a pieno del repertorio.  
?ALONG CAME BENNY? è nuovamente un disco di tributo, questa volta verso una delle colonne portanti della storia del jazz: Benny Golson. Qui la formazione del trio, quindi senza interpretazioni affidate a strumenti a fiato, da risalto alle composizioni nella loro essenza più carismatica senza creare equivoco di versioni già ascoltate.  
?VIBES AND MOODS? è l?ultimo realizzato nel 2014 e contiene 5 brani originali su 7 ed è anche il primo di una trilogia di dischi di sola musica originale che realizzerà da qui al prossimo breve periodo. Qui suona il suo quartetto attuale.  

 

I musicisti con cui ha deciso di promuovere questi lavori sono stati scelti con il criterio di uno spirito molto aderente a quello di chi li ha realizzati: quindi con una cultura jazzistica di matrice hardbop, ma tutti con una loro personalità e un loro suono distintivo che creano novità, freschezza e altrettante sfumature in ogni brano a favore di performance molto espressive.

 

Scheda Artistica Giovanni Sanguineti