28 Maggio, una Ferita Ancora Aperta

"Spettacolo di Teatro Civile"

Drammaturgia e Regia: Faustino Ghirardini

partire dal quel 28 maggio del ’74 vorremmo che tutti gli anni a questa data ci sentissimo convocati per stare insieme a esplorare, parlare, denunciare, riflettere, con gli strumenti dell’arte, sulle Ferite ancora aperte, impunite; sui Torti che pervadono ancora le nostre città, i nostri paesi, le nostre fabbriche; sulle Ingiustizie, sulle Ipocrisie, sulle Piccolezze che impoveriscono le nostre scuole, le nostre famiglie. Sul palco tanti giovani e vecchi Don Chisciotte a mani nude davanti ad un carro armato, per tentare difermare la violenza, quale che sia. Per stare insieme a chiederci quali sono le ingiustizie che noi stessi compiamo, i soprusi e gli abusi che continuano a ferirci e a ferire la nostra comunità di donne e di uomini. Stare insieme a raccontare piccole storie, a suonare e danzare l’utopia di una serena convivenza.

 

Resistere alla Guerra

"Spettacolo di Teatro Civile"

Drammaturgia e Regia: Faustino Ghirardini
Drammaturgia a cura di Lorenzo Danesi, Camilla Bignotti e Lorenza Tronconi
Itinerario di letture sulla Resistenza in Calvino, Pavese, Fenoglio e Sereni

La nostra Repubblica risulta essere sempre stata debitrice verso la Resistenza: democristiani, socialisti o comunisti che si fosse, i comuni denominatori rimanevano il ripudio della guerra e l’antifascismo, due tratti distintivi della Costituzione che trovavano e ancora trovano ragion d’essere proprio nella Resistenza, o nella Lotta per la Liberazione. Abbiamo l’occasione di tornare a parlare della Resistenza, purché si sia concordi su alcuni punti fissi e innegabili, ovvero che con il 25 aprile ancora si intende riflettere sul fatto che non sempre si è stati uomini liberi, e che la libertà e la democrazia hanno avuto un prezzo salato.

 

Per Ricordarsi di non Dimenticare

"Spettacolo di Teatro Civile"
Riflessioni sulla Memoria

Drammaturgia a cura di Lorenzo Danesi
Regia: Faustino Ghirardini
Compagnia: Viandanze teatro

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare; le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.Primo Levi

È accaduto, quindi può succedere ancora. È a questo messaggio che Levi dedica un’intera vita impegnata nel racconto letterario e saggistico, e più raramente poetico, affidandosi alla missione di comunicare quanto lui come testimone ha vissuto. Con tagliente chiarezza, l’autore di “Se questo è un uomo” chiama in causa l’umanità intera, esortandola al dovere della memoria e portandola a conoscenza degli antri più bui dell’animo umano. Perché è da qui che nasce il male.”

 

Le Mani in Tasca

Drammaturgia e regia: Faustino Ghirardini
Assistente Regia: Silvana Crescini

Le mani in tasca a suggerire vergogne adolescenziali; le mani in tasca per proteggersi dal mondo; le mani in tasca ad estrarre sorprese…oggetti nascosti… piccoli regali; le mani in tasca per scaldarsi le mani. Le mani in tasca pronte ad uscire per prendere in mano altre mani… per prendere, per dare, per danzare; due mani, quattro mani, e via via… con le mani in mano… di altri… senza pensare troppo a dove andare, tanto meno chi sia a guidare. E dentro a questo orizzonte di voli e piroette, musiche e oggetti; dentro a questa rotondità di corpi danzanti, siamo atterrati, ogni tanto, nell’assurdo quotidiano di una partita di calcio o nel tenero di due anziani brontoloni! E abbiamo ripreso il volo incrociando giocolieri e amanti traditi; ci siamo lasciati trasportare da un improbabile autista, da un seducente tamburo, e infine abbiamo provato a volare con una una sedia a rotelle… a trasformarla in oggetto volante, sfidando le leggi del normale. È vero: non siamo normali!”

 

La Signorina delle Bestie

"Spettacolo di Teatro Civile".

Drammaturgia e regia: Diego Belli
Con: Valerio D'Avanzo, Camilla Ghirardini, Micaela Rossi

La drammaturgia, prendendo le mosse dal diario di una partigiana, ripercorre, tramite i corpi di due attrici e di un attore, quei mesi di tragedie, ma anche di entusiasmo e di voglia di libertà, che seguirono l’armistizio dell’8 settembre. La linea ricalca fedelmente le immagini e le sensazioni descritte nel diario: furono mesi di scelte difficili, in cui, per riavere una società libera, umana e non bestiale, si doveva uccidere: la morte era un male necessario, ma, una volta che l’ultimo panzer tedesco sferragliò lontano dall’Italia, quello che restò fu solo la morte. Si combatte per la libertà, perché la morte non abbia più dominio, ma alla fine di una guerra, ciò che resta, per quanto fosse nobile la causa per la quale si è combattuto, sono i morti da contare. E il giorno successivo non resta che “continuare a fare ciò che volevano i morti!”

 

Sento Us

"Spettacolo di Teatro Civile".

Drammaturgia e regia: Faustino Ghirardini
Testo: Claudio Bedussi, Faustino Ghirardini
Musiche e Scenofonia: Paolino Ingraito
Produzione: Viandanze Teatro

Grande è la forza di provocazione del libro di Claudio Bedussi:senza misura, chiara come una sorta de “saatù”, di manrovescio, di sberla data al benpensante pensiero.Le cento voci di Claudio raccontano di giovani vite difficili, ai limiti del vivibile.E lo fanno con parole arrabbiate, non facili da ascoltare e nemmeno da dire; ma non perché strane e desuete: solo perché semplicemente dure e vere. Sono le voci dei “cento ragazzi” dai 6 ai 14 anni che sono passati dalla “Casa del Fanciullo di Bogliaco” dal ’69 al ’74,quando piano piano quell’esperienza si concluse dando vita a iniziative come comunità alloggio, centri aperti e gruppi famiglia.

 

Tira Mola Tambala

"Commedia Spettacolo in dialetto".

Drammaturgia e regia: Faustino Ghirardini
Compagnia: Viandanze Teatro
Musiche: Piergiorgio Cinelli
Produzione: Viandanze Teatro

Tira mòla tambala” è la sintesi di un accadimento. È il trucco linguistico del dialetto bresciano per far intendere una concatenazione di azioni che portano, in un istante ritmico-sonoro-narrativo, alla fine della storia.È l’ottimizzazione, il non perdere tempo in inutili descrizioni

 

Scherzi d'Amor Comico

Regia e Drammaturgia: Faustino Ghirardini
Con: Micaela Rossi, Diego Belli e Faustino Ghirardini

Produzione: VIANDANZE TEATRO

Il matrimonio è da sempre il punto d’arrivo dell’amore. Ma l’amore gioca scherzi: fin dal tempo dei tempi. Trappole e tranelli minano e rendono difficile, buffo, pieno di imprevisti il percorso che conduce alla meta tanto agognata: il matrimonio. Cechov nei suoi Atti Unici, ci narra in senso comico queste situazioni che rendono possibile la messinscena di uno spettacolo leggero e divertente, adatto per ogni tipo di pubblico, all’insegna del divertimento nell’approccio all’amore, o meglio, all’amor comico. Tre attori si alternano sul palco inscenando il momento della decisione, dove il tempo si ferma, sospeso tra il sogno e la realtà: è quello il tempo del teatro.

 

Di Donne di Sogni di Balene

Regia e Drammaturgia: Faustino Ghirardini
Con: Micaela Rossi e Faustino Ghirardini

Produzione: VIANDANZE TEATRO

Lo spettacolo prende forma da un sogno che segue alla lettura del racconto di A. Tabucchi “Donna di Porto Pim”. È in quella striscia di sabbia dove il mare lambisce la terra e la feconda che i sogni, le storie e la possibilità di fermarsi a guardare diventano più concreti. Ma è lì che i confini sono incerti, instabili. A volte ti fermi a guardare e non riesci a vedere dove finisce il mare e dove comincia il cielo. Ed è lì che ci è data la possibilità di cambiare il punto di vista. Basta fare qualche passo e bagnarsi i piedi.

 

Miriam Maria

Regia e Drammaturgia: Faustino Ghirardini
Coreografie: Micaela Rossi
Testo: Erri De Luca

Produzione: VIANDANZE TEATRO

Qui si narra la gravidanza avventurosa, la fiducia nel suo uomo (Josef ), il viaggio dentro il sacco acqueo dell’attesa fino alla perfetta schiusa del grembo, di Miriàm Maria, la madre di Gesù. Ed è racconto di sensazioni; di un corpo che si sente trasformato in una zolla di terra, di parole che sono semi deposti dentro ad una piccola anfora di argilla ancora fresca posata lì nell’incavo del ventre. É una giovinetta Miriàm, stupita da quel che le accade… come lo potrebbe essere una qualsiasi giovane donna che si trova a sentirsi “creatrice di vita”. Lo stupore dell’avventura creatrice si trasferisce allora sulla visione del mondo, e tutto, la sabbia, le stelle, le comete, il calore del sole, diventa segno della creazione.

 

Il Toccacielo

Regia e Drammaturgia: Faustino Ghirardini
Testo: Augusta Passero e Faustino Ghirardini
Con: Faustino Ghirardini

Produzione: VIANDANZE TEATRO

Una lotta per possedere una nuova terra.
Un uomo – una donna lo segue e borbotta – venuto dalle paludi, sale il sentiero che porta in collina e trova una terra che chiede e vuole uomini impavidi e donne robuste; calli e mani di fango. Anche per la casa diroccata servono braccia forti. Non è il lavoro che li spaventa ma la lotta è dura, lenta.

 

Piuma e Pelo

Regia e Drammaturgia: Faustino Ghirardini
Con: Chiara Pizzatti e Michela segreto

Produzione: VIANDANZE TEATRO

Lei è un’a….. e ha le piume! Lui, un …o e ha il pelo. Lei si chiama PIUMA; lui si chiama PELO. Lei non ha la mamma! Si mette allora in cammino, in giro per il mondo, a cercarla. Ma non la trova. Trova invece lui, PELO, un mattino; e subito si innamora di quello spilungone arruffato. Anche lui, in realtà rimane basito di fronte a quella svampita bipede palmata. Ma non se lo dicono, e se ne vanno, ognuno per la sua strada. Si incontreranno un giorno in riva al mare e…  

 

Adèle e Paul

E' una giovane, splendida e raffinata storia d’amore. Un amore dei nostri giorni, fra due giovani che percorrono i sentieri dell’innamoramento in un divertente e ossessivo alternarsi di amicizia, tenerezza, amore e passione.
Una partitura di sentimenti che si dipana fra carezze e ferite, fra abbandoni e ritorni.
Lei, Adèle, ama la musica rock, mentre Paul ama la musica classica.
Esiste una partitura musicale dentro la quale, tutti e due, potranno far risuonare le corde dell’amore?

Tutto ciò che accade in scena è una sorta di rimando a qualcosa che appartiene a quella fase della vita in cui cerchiamo il senso dell’esistenza negli occhi, nel corpo, nell’anima e nelle passioni di un “altro” da noi.
Sette quadri di teatro d’attore alternati a tranche di quadri filmici di una Parigi degli anni ’70.
Teatralmente “giochiamo” mettendo al centro del nostro lavoro gli attori, il loro corpo che dice prima di parlare. Intorno a loro contrappunti musicali e visivi, intrecciati ai loro contrappunti amorosi.

Requisiti Tecnici
Lo spettacolo prevede la proiezione di immagini su un tulle bianco.
Lo spettacolo può essere fatto anche in luoghi non teatrali purché dotati di buona acustica e oscurabili.
Dimensioni min. palco o spazio scenico: 6 mt x4 mt.
Carico energia: 5 Kw, 220 volts 3P+N+T. Presa pentapolare 32 A a palco. Ciabatta o multipresa normale a palco.

 

 

Grazie Maria

Riflessioni sulla memoria di Alfredo Ceraso Drammaturgia e regia di Faustino Ghirardini con Diego Belli, Anna Castagna, Francesca Tobanelli, Marta Visconti Produzione: VIANDANZE TEATRO

"Senza le storie personali portate dai sopravvissuti il dibattito sulla SHOA potrebbe apparire un tentativo inconsapevole di difendersi dall'orrore palese. E, spingendoci oltre, si potrebbe ipotizzare che senza di esse il dibattito generico, si spegnerebbe lentamente. Proprio le vicende individuali sono il "luogo" più universale, la dimensione entro la quale è possibile creare il senso di identificazione umana e orale con le vittime, che permette a chiunque di porsi ardui interrogativi: Come mi sarei comportato io, se fossi stato una delle vittime, o un connazionale degli aguzzini? Come mi sarei comportato se fossi vissuto a quell'epoca, in quella realtà?... " David Grossman, La Repubblica del 28 gennaio 2008.

Ecco, la storia della famiglia ebrea Benyacar serve a questo: a porci di fronte a qualcosa di realmente accaduto, a donne e uomini come noi; e proprio nella nostra terra. Una storia fatta di incontri e di relazioni umane, incastrata nelle vicende storiche che riguardano il destino di interi popoli.

Una storia “vicina” che è testimonianza diretta della possibilità che i singoli individui diventino strumento per agire parole che risuonano e possono tornarle utili anche nella nostra attualità: incontro, tolleranza,accoglienza.
Teatro documento e teatro di narrazione,giocati da tre attori (due donne e un uomo) che entrano ed escono dai personaggi, informano e raccontano di una storia semplice.

Una storia che racconta di un coraggio che parte dal buon senso, dal dare retta, per esempio, alle parole del proprio parroco (Don Primo Mazzolari): il coraggio di sentire e percepire gli altri, i diversi, come una risorsa per testimoniare l'utilità del nostro vivere.

La storia può essere raccontata in poche righe.
Una famiglia di ebrei, sotto l'incubo delle leggi razziali, decide di chiedere aiuto: la donna cui viene chiesto si risolve ad aiutarli e nasconderli. Chiede aiuto a sua volta a don Primo Mazzolari e la famiglia intera si salva dai rastrellamenti e da una fine certa. A guerra finita la famiglia Benyacar torna a vivere.

Leone Benyacar, il figlio cieco, si converte al cattolicesimo e diventa devoto di Maria. La donna che li ha salvati, Margherita, diviene Giusta di Israele.

Come dice Alfredo Ceraso l'autore del testo: "Proporre questo tipo di memoria, far toccare con mano, significa chiarire senza equivoci che una scelta è sempre possibile, ma significa anche offrire, alla progettualità formativa, un formidabile veicolo di attualizzazione della memoria stessa".

Requisiti Tecnici
Lo spettacolo può essere fatto anche in luoghi non teatrali purché oscurabili e dotati di una buona acustica. Dimensioni min. palco o spazio scenico: 6 x 5
Carico energia: carico min. 7 Kw, volts 380 Presa pentapolare 32 A (3P+N+T) a palco.

 

 

I Leoni di Marzo

Di e con Diego Belli
Regia Fausto Ghirardini
Produzione VIANDANZE TEATRO

"Possono avere casa nostra, ma non la possederanno mai!"!

Il corpo di un attore racconta e racchiude i volti, le parole, le battaglie, le speranze e le sofferenze vissute dai 1150 bresciani che tra il 23 marzo e l'1 aprile 1849 resistettero 10 giorni all'assedio degli oltre 7000 soldati asburgici che volevano riconquistare "la piú bella dama della Lombardia": Brescia.

Il racconto vuol essere non solo un'accurata fotografia storica di quei giorni, che agli occhi di chi li viveva dovevano sembrare anni, ma anche un percorso all'interno del vissuto quotidiano, delle speranze, dell'entusiasmo, dei ricordi e della vita personale di un giovane che si trova narratore e protagonista della storia d'Italia e combatte mosso da dubbi, entusiasmo e, soprattutto, voglia di libertá.

Ma per quale libertá? Non solo per Brescia e "per i bresciani dei prossimi mille anni", ma per chiunque subisca un sopruso, per chiunque subisca uno stupro, per chiunque venga privato della propria umanitá tramite la forza: "perché loro possono sottometterci, possono picchiarci, stuprarci ed ucciderci ma questa è casa nostra e loro non la possederanno MAI!"

Requisiti Tecnici
Dimensioni min. palco o spazio scenico: 6 mt x4 mt.
Carico energia: 5 Kw, 220 volts 3P+N+T. Presa pentapolare 32 A a palco. Ciabatta o
multipresa normale a palco.

 

 

La Loba es mia

Regia e Drammaturgia Faustino Ghirardini
Con Diego Belli e Pavel Zelinskiy
Produzione VIANDANZE TEATRO

La Loba Es Mia è una storia di confine che riporta alle migliori atmosfere degli ultimi western. È una grande storia d’amore per la natura e per gli animali. La storia di Billy e di una lupa; la storia di un viaggio, di un vagabondaggio, di cavalli, di sentimenti selvaggi, di pianure, di coraggio e paure.
Due attori per uno stesso personaggio (Billy) che si sdoppia e si racconta a volte in prima e a volte in terza persona; e quando uno si fa corpo e danza, l'altro si fa parola e viceversa.

Teatro di narrazione a due voci, per ascoltare e vedere il giovane Billy alle prese con la bellezza conturbante di una natura selvaggia, che affascina il ragazzo e lo fa deviare, lo porta a fare delle scelte, a prendere strade non scontate, che lo faranno crescere.

Un racconto di formazione che avanza e prende forma nel "rapporto", prima
schermaglia silenziosa per la cattura e poi scoperta reciproca, fra Billy e una Lupa che da preda diventa la sua Lupa! "La Loba es mia" dirà Billy al centro esatto della storia.

L'ultimo atto di Billy nei confronti della Lupa è pura ecologia dei sentimenti.
Lo spettacolo prevede la proiezione di immagini su un tulle bianco.

Lo spettacolo può essere fatto in versione con musiche registrate, oppure con musiche dal vivo.
Nella versione con musiche dal vivo, le musiche sono eseguite dalla Nameless Band (tre chitarre, una cantante e un percussionista).

I brani sono del migliore repertorio della West Coast dei C.S.N.&Y., di Bob Dylan e dei Rolling Stones.

Requisiti Tecnici
Lo spettacolo può essere fatto anche in luoghi non teatrali purché dotati di buona acustica e oscurabili.
Dimensioni min. palco o spazio scenico: 6 mt x4 mt.
Carico energia: 5 Kw, 220 volts 3P+N+T. Presa pentapolare 32 A a palco. Ciabatta o multipresa normale a palco.

 

 

Soltanto Fragile

"Percorsi di teatro per la
giornata contro la violenza sulla donna".

Drammaturgia e regia: Faustino Ghirardini
Assistente alla regia: Lorenza Tronconi
Compagnia: Viandanze Teatro
Musiche: Anna Castagna
Produzione: Viandanze Teatro

Un percorso drammaturgico che non vuole essere solo la denuncia dello stato delle cose, ma che possa far riflettere, mettendo a confronto il mondo maschile con quello femminile.
L'obiettivo è cercare e individuare, pur nella denuncia della contingente emergenza legata ai sempre più numerosi episodi di femminicidio, uno spiraglio, una speranza, una possibile visione della "vita insieme" fatta soprattutto di rispetto, tolleranza e di accettazione dell'altro.

I materiali, tratti dalla cronaca, dalla poesia contemporanea e dal teatro, saranno accompagnati da musiche e immagini che ne accrescono la portata comunicativa.

Il progetto che sottoponiamo alla vostra attenzione fa parte di un progetto più ampio che, all'interno della nostra Associazione Viandanze, vuole prendersi cura e proporre, attraverso il linguaggio che ci è caro, performances ed eventi legati a un Teatro connotato da un forte impegno Civile.
“Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’addio.”

Requisiti Tecnici
Dimensioni spazio scenico: 6x5
Carico energia: min. 7 kw - volts 380 presa pentapolare 32A (3P+N+T) a palco
Necessario oscuramento e protezione sonora.